Una matita senza legno

Una matita senza legno. Si è vero, esistono già quelle in carta riciclata, quelle interamente in grafite e altre.. ma Perpetua non solo non è fatta di legno! La sua grafite è di recupero, ha un lato piatto per impedire il rotolamento, non sporca le mani, non necessita di temperino e non si rompe!

Un nuovo materiale, lo Zantech, è una miscela formata all’ 80% di grafite riciclata e da un polimero, ha dato vita a un prodotto completamente made in Italy che unisce innovazione, ecologia e creatività.

La matita è tutta scrivente, non ha bisogno di essere temperata e risulta molto più durevole di una lapis tradizionale, anche grazie al polimero che elimina il problema della fragilità della mina. Il tratto è pieno e non sporca, né le mani né il foglio, la durezza è quella di una comune HB. Ad una estremità è stata inserita, con l’utilizzo di una tecnologia brevettata che evita l’inserimento dell’anello di metallo, una gomma che può essere di vari colori (non verniciati).

Un ottimo esempio di come possiamo cambiare le cose partendo dalle più semplici e comuni.

Tutti Aspasso per la città in bicicletta

Una bella giornata di sole, qualche commissione da fare.. quasi quasi vado in bici. Ah no, sono fermo su una carrozzina e certo pedalare mi è impossibile.

Il discorso della mobilità sostenibile è un punto molto spesso doloroso per le città, ma non per Bologna, che da questa primavera ha dato vita al progetto pilota Aspasso, che sa di vento tra i capelli e sole sul viso.
É quindi diventato possibile noleggiare da Dynamo una bici con pedalata assistita dotata di una pedana alla quale agganciare in totale sicurezza la carrozzina. Una bella iniziativa non solo per i bolognesi con disabilità motorie, ma anche per i turisti desiderosi di addentrarsi per le vie della città senza, finalmente, ostacoli di sorta.

Auguriamo a questo progetto di diventare virale, e di contagiare più città possibili!

Un buon utilizzo di droni e robot terresti

Quando si sente parlare di droni vengono subito in mente vedute aeree di luoghi sotto assedio, oppure attacchi di task force per liberare prigionieri caduti in mano nemica.

E invece esiste un progetto, il TRADR, promosso dall’Unione Europea che utilizza questa e altre incredibili tecnologie per organizzare recuperi e per la messa in sicurezza dei luoghi colpiti da disgrazie, siano esse dolose o di eventi naturali.
Droni e robot terresti si fanno strada tra macerie e detriti per realizzare dei modelli in 3D del sito, rilevazioni ed osservazione degli spazi allo scopo di agevolare e potenziare l’intervento delle unità di soccorso.

Nella recente disgrazia di Amatrice è stata creata una collaborazione tra i Vigili del Fuoco e il progetto TRADR, che ha permesso un intervento mirato e di messa in sicurezza di due edifici sacri. I filmati e le fotografie sono state condivise anche con il Ministero della Cultura perchè vengano studiate metodologie di intervento anche per il patrimonio artistico presente nelle strutture.

Singapore, icona mondiale delle smart city

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Singapore evoca non solo scenari bellissimi in cui trionfa l’esotismo, ma anche l’idea del progresso e del dinamismo economico. Il programma Smart Nation Singapore, intrapreso da Lee Hsien Loong nel 2014, ha posto importanti obiettivi da raggiungere: ricorrere alle energie rinnovabili, garantire l’assistenza sanitaria e ridurre in alcune zone la densità abitativa.

Il governo di Singapore ha raccolto in un grande abbraccio virtuale tutte le realtà urbane attraverso un portale che raccoglie i dati della città e mette a disposizione degli utenti 100 app.

Singapore è diventata a piena titolo icona mondiale delle smart city, in cui eco-sostenibilità, tecnologia e startup semplificano e migliorano tutti gli aspetti della vita. La rete metropolitana è stata ampliata e potenziata, per ridurre la circolazione delle auto ed esiste un bosco di alberi fotovoltaici, sulle cui foglie sono installati pannelli per trasformare i raggi in energia. I supertree di trovano nei Gardens by the bay, un’area verde che richiama molti visitatori.

Kalulu, il social network che accorcia la filiera

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Kalulu è un social network che permette a produttori e consumatori di entrare in contatto facilmente. Basta solo inserire in piattaforma il Codice Avviamento Postale e si riceverà un avviso con le offerte più vicine di frutta, verdura e altro.

Kalulu è un immenso contenitore virtuale dei prodotti della terra, ma anche di prodotti di origine animale. Attraverso Kalulu si creano dei gruppi di acquisto che si ritrovano in un luogo prestabilito per ritirare i prodotti. Il gruppo d’acquisto sul social network funziona su larga scala e consente ai consumatori di trovare produttori segnalati da altri utenti. I feedback degli utenti che fanno parte dei gruppi esercitano un controllo della qualità su prodotti genuini e freschi di giornata. Anche i produttori traggono beneficio da questo sistema perché possono guadagnare di più rispetto alle tariffe imposte dalla grande distribuzione.

Kalulu, così chiamato dal nome di un intraprendente coniglio di una leggenda africana, è finora attivo in Lazio, Toscana e Lombardia, ma presto si estenderà ad altre regioni italiane.

Il bracciale che monitora il tasso alcolico

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La startup BACtrack ha realizzato Skyn, un bracciale simile a un fitness tracker che permette di monitorare il tasso di alcol ingerito. Skyn, grazie a un particolare metodo di misurazione transdermico, segnala la quantità in eccesso di alcol nel corpo. Il bracciale è dotato di un sensore elettrochimico che permette di captare le molecole di etanolo che evaporano, infatti è l’analisi del sudore a fornire tutte le informazioni necessarie.

BACtrack Skyn è uno strumento non invasivo, preciso e dal design accattivante. Il braccialetto monitora i dati in tempo reale e tutte le informazioni vengono trasmesse allo Smartphone tramite un’app che avvisa quando la quantità di alcol in circolo supera i limiti consentiti.

Skyn è uno de tanti dispositivi che si indossano e che riscuotono molto successo proprio per la loro versailità. Può essere utilizzato per auto-limitare gli eccessi o evitare di essere multati per guida in stato di ebbrezza, etc. Uno strumento prezioso per tutelare la salute e aumentare il livello di sicurezza sulle strade.

In Olanda la birra si fa con l’acqua piovana

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Sembra impossibile da credere, ma con l’acqua piovana si può ottenere un’ottima birra. Joris Hoebe, coach della startup MediaLab Amsterdam, ha avuto la brillante idea di sfruttare la pioggia per produrre birra. In Olanda le piogge sono frequenti e abbondanti e così Joris ha collocato due cisterne all’Università di Scienze Applicate ad Amsterdam. Sono stati raccolti ben 1000 litri di acqua da cui, grazie a un funzionale sistema di filtraggio, sono state eliminate tutte le impurità.

La birreria sociale De Prael che ha ricevuto in consegna l’acqua, ha trasformato in realtà l’idea di Joris ed è così nata Hemelswater, ovvero Acqua del Paradiso, una birra dal sapore deciso, di 5,7 gradi. La birra si può trovare in molti bar e ristoranti della città olandese e presto potrebbero essere commercializzati anche sorbetti e limonate a base di acqua piovana.

L’idea della birra fatta con l’acqua piovana piace veramente a tutti e la De Prael ha in programma la realizzazione di una cisterna da collocare sul tetto, per rendere l’Acqua di Paradiso ancora più sostenibile. Hemelswater è la prova che, con l’ingegno e la buona volontà, anche un problema come l’abbondanza di piogge, può essere trasformato in una risorsa.

Il polpo-robot che pulirà il mare

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Presso l’Istituto di Bio Robotica della Scuola Universitaria Superiore di Sant’Anna di Pisa è stato creato Octopus un polpo-robot che ripulirà il mare. Il team della professoressa Cecilia Laschi ha riprodotto alla perfezione dei tentacoli che permettono al soft robot di strisciare e raccogliere qualsiasi cosa.

Gli esperti del team hanno realizzato il prototipo di Octopus osservando e riproducendo tecnologicamente i movimenti del polpo. Octopus può spostarsi agevolmente su ogni tipo di terreno e la lega metallica a memoria (SMA) con cui sono realizzati i tentacoli permette di cambiare continuamente forma. Il segreto di Octopus è un complesso algoritmo che racchiude informazioni sulle caratteristiche dei luoghi e determina il tipo di movimenti da compiere.

Octopus è stato ideato per la pulizia dei mari, ma potrebbe essere utilizzato anche per fare ricerche su Marte, grazie alla sua particolare struttura che lo rende adatto a ogni tipo di superficie.

Bilancio positivo per la legge contro gli sprechi alimentari

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In Italia la legge contro gli sprechi alimentari, approvata il 2 agosto del 2016, ha già determinato profondi cambiamenti nelle abitudini degli italiani, riducendo gli sprechi e creando una catena di solidarietà. Sempre più spesso i commercianti che si trovano cibo invenduto contattano le Onlus per distribuire il cibo a chi ne ha bisogno. Proliferano i progetti di solidarietà, favoriti anche dalle istituzioni.

Si cercano soluzioni appropriate per contrastare lo spreco e favorire la distribuzione delle eccedenze alle persone in difficoltà economiche. L’approvazione della legge ha chiarito molti dubbi e finalmente i ristoratori possono distribuire pasti gratuiti senza timore di violare le norme stabilite. La legge italiana snellisce la burocrazia e permette a chi dona cibo per solidarietà di ottenere anche sgravi fiscali e una riduzione della tassa sui rifiuti.

Il Ministro delle Politiche Agricole auspica di incrementare la quantità di cibo raccolto e di passare da 500mila a 1 milione di tonnellate di eccedenze redistribuite, attraverso la diffusione della cultura del cibo basata sulle buone pratiche di raccolta e redistribuzione solidale.

Progettata la città totalmente a energia solare

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In Florida entro la fine del 2017 nascerà Babcock Ranch, una città che troverà la sua unica fonte di alimentazione nelle fonti rinnovabili e in particolare nell’energia solare. Il villaggio futuristico permetterà ai suoi abitanti di salvaguardare l’ambiente e diventare cittadini attivi ed entusiasti di una città autosufficiente e non inquinante.

Il progetto prevede, in questa prima fase, la costruzione di circa 1000 case, spazi commerciali, educativi e ludici. Tutti gli edifici di Babcock Ranch saranno alimentati ad energia solare grazie ai pannelli solari e alle innumerevoli opportunità offerte dallo smart grid, un’enorme rete di informazione e di distribuzione di energia.

Per i prossimi anni si prevede la costruzione di circa 20mila nuclei abitativi. In breve tempo, 70mila chilometri quadrati di terra dovrebbero ospitare 50mila cittadini pronti a riscoprire, condividere e tutelare le bellezze e le risorse di una natura finalmente amica. Gli abitanti di Babcock Ranch potranno così sperimentare un modello di vita salutare ed ecosostenibile.