L’Irlanda dice stop ai combustibili fossili

La scelta degli investimenti pubblici non è mai una decisione facile da prendere. Ma l’Irlanda pare sapere molto bene verso cosa non puntare.

E’ stata infatti votata una proposta di legge per mettere al bando gli investimenti verso enti ed aziende che trattano petrolio, carbone e gas naturale. Un provvedimento che metterà un capo saldo nella storia, visto che sarebbe il primo Paese a prendere una posizione così ferma sul tema dei combustibili fossili.

Il prossimo step è l’approvazione da parte della commissione finanziaria e successivamente il provvedimento potrà entrare in vigore, deviando gli investimenti della Ireland Strategic Investment Fund verso lidi più green.

Una presa di coscienza dettata proprio dalla responsabilità verso le popolazioni più colpite dai cambiamenti climatici che immancabilmente sono proprio quelle più indigenti.

Libero scambio di semi e di tradizioni

Dal 2001 presso Ronco Scrivia viene organizzata una manifestazione che ha dell’incredibile grazie alla sua semplicità disarmante.  Un ritrovo di due giorni per tutti gli amanti della Terra, primo tra tutti Massimo Angelini, ruralista e, come viene spesso definito, filosofo della Terra.

Durante la Mandillo dei Semi, arrivata quest’anno alla XVI edizione, si attua il libero scambio di semi autoprodotti e lievi di casa, in un contesto che sa di cultura vissuta e tradizione quotidiana. Raccolti di ortaggi, frutta e cerali colorano le bancarelle e rendono questa manifestazione tra le più importanti del settore in Italia.

Il nostro Paese è uno dei pochi in cui è ancora possibile il libero scambio di sementi autoprodotti.

Cambia motore di ricerca e sostieni la riforestazione

Non è una associazione senza scopo di lucro, ma la società Ecosia, fondata nel 2009 a seguito della conferenza ONU sui cambiamenti climatici a Copenaghen. In collaborazione con Bing, Yahoo e il WWF ha uno scopo che gli fa veramente onore: ben più della metà dei ricavi  provenienti dalla pubblicità online viene devoluta a sostegno di progetti a favore della riforestazione.

Ma di cosa si tratta in pratica? Ecosia è un motore di ricerca, come ce ne sono tanti. Il vantaggio a utilizzare questo portale anziché (tutti) gli altri è che la pubblicità legata alla ricerca online genera del profitto con il quale la azienda sostiene importanti progetti come Plant a Billion Trees e Great Green Wall

Dossi artificiali ed energia sostenibile

A Milano presso il centro Auchan Rescaldina sono presenti dei dossi artificiali particolari: sono in grado di immagazzinare e rilasciare l’energia cinetica generata dalla frenata dei mezzi di trasporto.

Frutto di una startup milanese, la Underground Power, ha portato ottimi risultati: dal passaggio in media di 8500 automobili al giorno l’impianto ha immagazzinato fino a 100 mWk all’anno. Per produrre la stessa quantità di energia con un impianto fotovoltaico si dovrebbe realizzare un’installazione di 80 kW su una superficie di 600 metri quadrati.

Oltre a garantire che le auto rallentino vicino alle aree più sensibili aumentando in modo permanente la sicurezza della strada, LYBRA è in grado di trasformare il traffico in energia che verrebbe naturalmente dispersa.

I barbieri inglesi contro la depressione maschile

In Inghilterra un gruppo di giovani barbieri ha deciso di dare un supporto in più ai loro clienti. Nasce così The Lions Barber Collective che organizza incontri formativi per i suoi iscritti, con lo scopo di preparali al riconoscere i primi sintomi di depressione nei clienti.

La depressione è una malattia che colpisce tutti e nonostante questo se ne parla sempre poco e poche volte viene riconosciuta e affrontata. Attraverso la confidenza che si crea tra barbiere e cliente è possibile venire a sapere dinamiche intime e profonde e lo scopo di questa fondazione è insegnare a saper ascoltare in modo non giudicante e riconoscere i segnali di una possibile depressione. L’intento è di creare un ponte tra il cliente e la figura professionale idonea a trattare la depressione.

Cambiare è abbattere muri, sconfiggere tabù e chiamare le cose col loro nome, anche se si parla di depressione maschile.

Biciclette in Bamboo? Certo!

Ghana Bamboo Bike Initiative è una impresa fondata sei anni fa da una giovane donna, Bernice Dapaah, che confeziona bici in bamboo.

Il prototipo non aveva funzionato, ma con l’impegno e la perseveranza è stato possibile creare un mezzo di trasporto sostenibile, come solo la bicicletta sa essere, con un materiale estremamente versatile e incredibilmente poco impattante: il bamboo.

Basti pensare che in Cina viene utilizzato al posto delle impalcature per capire quanto il bamboo si presti come degno sostituto dell’acciaio, ma con un notevole minor impatto ambientale. Inoltre cresce molto rapidamente, non necessita di grandi spazi per la coltivazione e produce fino al 35% in più di ossigeno.

Questa azienda inoltre ha creato nuovi posti di lavoro, formando gli artigiani si dal punto vista della pratica, ma ancor più importante, della teoria. Ha ricevuto una serie di riconoscimenti internazionali e i prodotti da qualche tempo vengono anche esportati.

La Francia mette al bando l’usa e getta

Una politica decisamente all’avanguardia quella messa in atto dalla Francia, che dopo aver ospitato la COP21 nel 2015 si è posta degli obiettivi chiari e decisi per combattere l’inquinamento.

Dopo l’eliminazione delle buste di plastica non riutilizzabili è la volta di bicchieri, piatti e posate monouso. L’industria francese avrà tempo fino al 2020 per allinearsi alla nuova normativa. Entro 3 anni potranno produrre esclusivamente oggetti biodegradabili o compostabili.

Misure importanti certo, che hanno alzato non pochi polveroni mediatici, ma se veramente si vuole ridurre l’accumulo di rifiuti, promuovere l’acquisto di prodotti bio e diminuire drasticamente l’inquinamento da plastica è necessario cambiare.

Giovani inventori per un futuro rinnovabile

Maanasa Mendu è una giovane adolescente di 13 anni dell’Ohio che con la sua intuizione ha vinto il primo premio della Discovery Education 3M. 

Dopo un viaggio in India e aver osservato quanta carenza di servizi idrici e corrente elettrica a basso costo è presente nel Paese, ha pensato di progettare un dispositivo che attraverso lo sfruttamento delle energie rinnovabili potesse donare elettricità con una spesa minima.

Nasce quindi un sistema a forma di foglia che combina energia solare ed eolica immagazzinando l’energia vibrazionale per generare elettricità, il tutto al costo di 5 dollari.

Vincendo il primo premio Mendu ha a disposizione 25 mila dollari per realizzare il primo prototipo e proseguire coi test.

Niente trivellazioni nell’Artico da parte degli USA

Una sorta di testamento ambientale. Così è stato definito da alcuni la decisione storica da parte dell’uscente Presidente degli Stati Uniti d’America di vietare le trivellazioni offshore in tutto l’Oceano Artico e parte dell’Atlantico.

La ricerca di idrocarburi è da sempre un rischio per l’ambiente. Non solo per i pericoli di inquinamento in fase di estrazione e trasporto, ma anche e soprattutto per la devastazione agli ecosistemi che queste pratiche portano.

Ripresa una legge del 1953 (Outer Continental Shelf Lands Act) Obama ha posto un deciso e netto no per la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio in un’area che ospita flora e fauna unica del suo genere e per questo va tutelata con ogni mezzo.

A lui si è unito anche il Primo Ministro del Canada, Justin Trudeau, creando una collaborazione tra potenze che ha messo un punto fermo alla questione anche a livello mondiale.

Fare la spesa risparmiando! (e senza sprechi)

 

Una start up italiana nata nel 2014 che vanta numerosi premi e che rientra nella Blue Economy.

Attraverso una app che sfrutta il sistema di geolocalizzazione gli utenti possono visualizzare, nei vari store che aderiscono all’iniziativa, quali prodotti sono prossimi alla scadenza. In questo modo è possibile non solo salvare alimenti che sarebbero stati quasi certamente eliminati, ma anche risparmiare fino alla metà sul prezzo di acquisto degli stessi.

I prodotti vengono etichettati e raggruppati all’interno del punto vendita sotto il logo MyFoody in modo che sia molto più facile e immediato anche il riconoscimento di questa categoria di prodotti di qualità.

Il progetto è attivo sulla zona milanese, ma scaricando la applicazione e suggerendo nuove zone di interesse è possibile creare una più vasta rete di collaborazioni.