Dossi artificiali ed energia sostenibile

A Milano presso il centro Auchan Rescaldina sono presenti dei dossi artificiali particolari: sono in grado di immagazzinare e rilasciare l’energia cinetica generata dalla frenata dei mezzi di trasporto.

Frutto di una startup milanese, la Underground Power, ha portato ottimi risultati: dal passaggio in media di 8500 automobili al giorno l’impianto ha immagazzinato fino a 100 mWk all’anno. Per produrre la stessa quantità di energia con un impianto fotovoltaico si dovrebbe realizzare un’installazione di 80 kW su una superficie di 600 metri quadrati.

Oltre a garantire che le auto rallentino vicino alle aree più sensibili aumentando in modo permanente la sicurezza della strada, LYBRA è in grado di trasformare il traffico in energia che verrebbe naturalmente dispersa.

I barbieri inglesi contro la depressione maschile

In Inghilterra un gruppo di giovani barbieri ha deciso di dare un supporto in più ai loro clienti. Nasce così The Lions Barber Collective che organizza incontri formativi per i suoi iscritti, con lo scopo di preparali al riconoscere i primi sintomi di depressione nei clienti.

La depressione è una malattia che colpisce tutti e nonostante questo se ne parla sempre poco e poche volte viene riconosciuta e affrontata. Attraverso la confidenza che si crea tra barbiere e cliente è possibile venire a sapere dinamiche intime e profonde e lo scopo di questa fondazione è insegnare a saper ascoltare in modo non giudicante e riconoscere i segnali di una possibile depressione. L’intento è di creare un ponte tra il cliente e la figura professionale idonea a trattare la depressione.

Cambiare è abbattere muri, sconfiggere tabù e chiamare le cose col loro nome, anche se si parla di depressione maschile.

Biciclette in Bamboo? Certo!

Ghana Bamboo Bike Initiative è una impresa fondata sei anni fa da una giovane donna, Bernice Dapaah, che confeziona bici in bamboo.

Il prototipo non aveva funzionato, ma con l’impegno e la perseveranza è stato possibile creare un mezzo di trasporto sostenibile, come solo la bicicletta sa essere, con un materiale estremamente versatile e incredibilmente poco impattante: il bamboo.

Basti pensare che in Cina viene utilizzato al posto delle impalcature per capire quanto il bamboo si presti come degno sostituto dell’acciaio, ma con un notevole minor impatto ambientale. Inoltre cresce molto rapidamente, non necessita di grandi spazi per la coltivazione e produce fino al 35% in più di ossigeno.

Questa azienda inoltre ha creato nuovi posti di lavoro, formando gli artigiani si dal punto vista della pratica, ma ancor più importante, della teoria. Ha ricevuto una serie di riconoscimenti internazionali e i prodotti da qualche tempo vengono anche esportati.

La Francia mette al bando l’usa e getta

Una politica decisamente all’avanguardia quella messa in atto dalla Francia, che dopo aver ospitato la COP21 nel 2015 si è posta degli obiettivi chiari e decisi per combattere l’inquinamento.

Dopo l’eliminazione delle buste di plastica non riutilizzabili è la volta di bicchieri, piatti e posate monouso. L’industria francese avrà tempo fino al 2020 per allinearsi alla nuova normativa. Entro 3 anni potranno produrre esclusivamente oggetti biodegradabili o compostabili.

Misure importanti certo, che hanno alzato non pochi polveroni mediatici, ma se veramente si vuole ridurre l’accumulo di rifiuti, promuovere l’acquisto di prodotti bio e diminuire drasticamente l’inquinamento da plastica è necessario cambiare.

Giovani inventori per un futuro rinnovabile

Maanasa Mendu è una giovane adolescente di 13 anni dell’Ohio che con la sua intuizione ha vinto il primo premio della Discovery Education 3M. 

Dopo un viaggio in India e aver osservato quanta carenza di servizi idrici e corrente elettrica a basso costo è presente nel Paese, ha pensato di progettare un dispositivo che attraverso lo sfruttamento delle energie rinnovabili potesse donare elettricità con una spesa minima.

Nasce quindi un sistema a forma di foglia che combina energia solare ed eolica immagazzinando l’energia vibrazionale per generare elettricità, il tutto al costo di 5 dollari.

Vincendo il primo premio Mendu ha a disposizione 25 mila dollari per realizzare il primo prototipo e proseguire coi test.

Niente trivellazioni nell’Artico da parte degli USA

Una sorta di testamento ambientale. Così è stato definito da alcuni la decisione storica da parte dell’uscente Presidente degli Stati Uniti d’America di vietare le trivellazioni offshore in tutto l’Oceano Artico e parte dell’Atlantico.

La ricerca di idrocarburi è da sempre un rischio per l’ambiente. Non solo per i pericoli di inquinamento in fase di estrazione e trasporto, ma anche e soprattutto per la devastazione agli ecosistemi che queste pratiche portano.

Ripresa una legge del 1953 (Outer Continental Shelf Lands Act) Obama ha posto un deciso e netto no per la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio in un’area che ospita flora e fauna unica del suo genere e per questo va tutelata con ogni mezzo.

A lui si è unito anche il Primo Ministro del Canada, Justin Trudeau, creando una collaborazione tra potenze che ha messo un punto fermo alla questione anche a livello mondiale.

Fare la spesa risparmiando! (e senza sprechi)

 

Una start up italiana nata nel 2014 che vanta numerosi premi e che rientra nella Blue Economy.

Attraverso una app che sfrutta il sistema di geolocalizzazione gli utenti possono visualizzare, nei vari store che aderiscono all’iniziativa, quali prodotti sono prossimi alla scadenza. In questo modo è possibile non solo salvare alimenti che sarebbero stati quasi certamente eliminati, ma anche risparmiare fino alla metà sul prezzo di acquisto degli stessi.

I prodotti vengono etichettati e raggruppati all’interno del punto vendita sotto il logo MyFoody in modo che sia molto più facile e immediato anche il riconoscimento di questa categoria di prodotti di qualità.

Il progetto è attivo sulla zona milanese, ma scaricando la applicazione e suggerendo nuove zone di interesse è possibile creare una più vasta rete di collaborazioni.

La bioplastica dai gusci d’uovo

Dalla Tuskegee University, una storica università privata afroamericana della Alabama, una giovane dottoranda ha portato avanti un progetto ambizioso sulla creazione di bioplastica.

Esistono già produzioni a base di mais o patate dolci, ma  presentano debolezze strutturali, come la flessibilità e la resistenza. Si è cercato dunque di creare una miscela a base di PLA realizzato con frammenti di guscio d’uovo e PBAT (un polimero derivato del petrolio con alto tasso di biodegradabilità).

Il guscio d’uovo lavato, macinato e infine polverizzato in nano particelle tramite delle onde ultrasoniche viene successivamente unito al polimero, aumentando l’elasticità del 700% rispetto alle altre miscele bioplastiche.

Le applicazioni di queste nano particelle sono molteplici: potrebbe favorire la cicatrizzazione di ferite, la rigenerazione ossea oppure come mezzo per la somministrazione di farmaci.

La sua fattibilità in termini di impatto ambientale è in fase di sviluppo, ma il fatto che non ci si accontenti dei pochi sostituti alla plastica è senz’altro di buon auspicio.

In passerella con la calva, la storpia e la vecchia

Una mossa ardita per gli affari, ma che smuove gli animi. Perché sono anni che l’industria della moda detta le regole di un corpo bello e sexy, annullando completamente la diversità, esaltando figure sempre uguali, come cloni.

Ed ecco l’azienda Curvy Kate lancia una nuova linea di lingerie per tutte le donne. Alla sfilata troviamo modelle diverse: per età, colore di pelle, con disabilità fisiche, che soffrono di alopecia, sono in sovrappeso o hanno delle vistose voglie sul volto.

Questa festa di differenze vuole solo rispecchiare quello che è davvero il mercato della moda, fatto da persone molto diverse tra di loro, e tutte con ugual voglia di sentirsi belle e sexy.

La speranza del marchio è che in un futuro una scelta di questo tipo non costituisca più una notizia, ma semplicemente la normalità, così come normali sono tutte queste donne, ognuna nella sua unicità.

La Sardegna insegna lo yoga nelle scuole

Un progetto che nasce dalla collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale della Sardegna e l’Ufficio per l’educazione fisica e sportiva, e lo yoga farà il suo debutto  a partire dal prossimo anno all’interno dell’orario scolastico degli istituti sardi.

Con la promozione da parte del Comitato Regionale Uisp Sardegna Area Discipline Orientali una prima sperimentazione è già partita all’interno della scuola primaria di Nurri, con ottimi risultati!

Sono già stati formati 24 insegnanti a Cagliari, e altri due gruppi (a Oristano in Gennaio e a Sassari in Marzo) si apprestano a frequentare il corso da 50 ore che li renderà idonei a far praticare questa attività agli alunni.

Lo yoga è una disciplina che educa alla coscienza e al controllo di sé. Dare la possibilità ai bambini di approcciarcisi già in tenera età è senz’altro un buon modo per crescere anche interiormente.